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LEGGE 107 E ORGANICI

LEGGE 107 E “TAGLI” DI ORGANICI

ORGANICO DI DIRITTO E PERSONALE DOCENTE PERDENTI POSTO

La legge 107 ha  imposto, in tutte le provincie, l’introduzione degli ambiti e la chiamata per competenze (la cosiddetta chiamata diretta)

Il MIUR, con la nota circolare sugli organi di diritto, ha attribuito la stessa consistenza numerica di docenti dello scorso anno scolastico.

Ma sicuramente al legislatore non sarà sfuggito il fatto che le COE (cattedre orario esterne) si possono formare esclusivamente all’interno dello stesso ambito e non fra ambiti diversi.

Non sarà nemmeno sfuggito al Ministero che non si possono formare cattedre orario nemmeno all’interno dello stesso istituto fra i corsi diurni e i corsi serali.

Cerco di illustrare, per i non addetti, con qualche esempio quello che accade nella provincia di Agrigento suddivisa in tre ambiti:

Lo scorso anno scolastico, in virtù degli organici aggiuntivi sul potenziamento, il fenomeno dei “perdenti posti” è stato molto limitato e per poche classi di concorso perché riassorbito proprio sui posti destinati al potenziamento. Bene solo pochissimi docenti hanno avuto assegnato d’ufficio una nuova sede di servizio e il fatto rientra nella quasi normalità di ogni anno scolastico ma se lo scorso anno scolastico l’ambito territoriale (ex provveditorato agli studi) ha formulato COE tra le scuole del comune di Favara  e quelle del comune di Canicattì distanti appena 20 Km oggi questo non è più possibile perché i due comuni sono collocati in ambiti diversi quindi ci siamo ritrovati docenti perdenti posto sia a Favara che a Canicattì. Lo stesso dicasi per altri comuni vicinori come Raffadali ed Agrigento ma anche su tanti altri comuni.

Nella stessa istituzione Scolastica spesso, specialmente nelle scuole secondarie di secondo grado,  esistono corsi diurni e corsi serali e pur avendo le ore a disposizione per formulare cattedre orarie non è possibile la loro composizione perché codici meccanografici diversi lo impediscono.

Conseguenza ad Agrigento, solo nel settore della scuola superiore del secondo grado, ci ritroviamo con 49 perdenti posto. Una enormità se confrontati con gli anni scolastici precedenti..

Ora discutere sulla “bontà” della Legge 107 tanta reclamata dal precedente governo, non ci aiuta a risolvere le gravissime problematiche dei docenti ma, soprattutto dei nostri studenti che si vedranno cambiati gli insegnanti d’ufficio (alla faccia della tanto stabilita del personale e della continuità didattica promessi con l’introduzione della legge 107)

Nei fatti concreti la Legge 107 dopo aver attuato il piano straordinari di immissioni in ruolo (imposto dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea su ricorso proprio dalla FLCGIL e non per magnanimità del MIUR) da quest’anno scolastico sono ripresi massicciamente i tagli di organici

Come FLCGIL agrigentina chiediamo:

-          una deroga alla legge 107 che ci possa permettere di comporre COE anche tra comuni di diverso ambito ma vicinori;

-          la possibilità di comporre COE nella stessa istituzione Scolastica fra i corsi diurni e serali anche in via del tutto eccezionale come eccezionale e la situazione che si è venuta a creare, magari anche e solo per l’anno scolastico 2017/18.

-          La drammatica situazione agrigentina non è la sola perché il fenomeno e comune in tutte le provincie siciliane suddivise per ambiti (abbiamo già notizie di Caltanissetta, Enna e Trapani)  ma sarà ancora più grottesca nelle grandi città come Palermo e Catania perché negli stessi comuni esistono ambiti diversi e quello che negli anni precedenti era la “normale”  situazione per le COE oggi non è possibile.

-          Dire che noi lo sapevamo dall’emanazione della legge 107 oggi, agli occhi dei docenti, appare superfluo perché, fra scioperi unitari, manifestazioni, assemblee, blocco degli scrutini, abbiamo cercato in tutti i modi di bloccarne l’approvazione ma il precedente governo è rimasto sordo rispetto a tutte le proteste messe in campo dalle OO.SS. e  la straordinaria partecipazione del personale della scuola sicuramente più a conoscenza, della reale situazione della scuola, di quanto lo siano i politici e i burocrati ministeriale

CHIEDIAMO

Ai soggetti Istituzionali destinatari della presente missiva di voler intervenire al fine di garantire alle nostre studentesse e ai nostri studenti il diritto all’istruzione e la continuità didattica

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