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DIMENSIONAMENTO RETE SCOLASTICA AGRIGENTO

La FLCGIL di Agrigento ha impugnato, innanzi al TAR Sicilia, il decreto assessoriale sul dimensionamento della rete scolastica Siciiana.

Le motivazioni che hanno indotto la FLCGCGIL Agrigentina a ricorrere sono, come sempre, nell'interesse collettivo dei cittadini e del personale della scuola.

La nostra regione e la nostra provincia, in particolare, perdono alunni annualmente non solo per effetto della denatalità, che è un fenomeno nazionale, ma soprattutto per la mancanza di giovane coppie.

Il fenomeno dell'emigrazione dei nostri giovani, per mancanza di lavoro, ha raggiunto limiti ormai insostenibili per il mantenimento delle Istituzioni Scolastiche autonome. I parametri dettati dalla Legge regionale 6 stabilisce che per essere istituzione Autonome bisogna avere almeno 600 alunni.

Molte delle nostre comunità, specialmente dell'entroterra, si sono spopolate e quasi tutte hanno perso l'autonomia scolastica con conseguente perdita della Dirigenza scolastica  e del Direttore dei Servizi Amministrativi (DSGA) oltre che, anche di una riduzione del personale docente e ATA.

Nella nostra provincia si sono persi più di duemila posti nell'ultimo quinquennio ma, fatto ancor più grave è che le famiglie di molte comunità non hanno più la possibilità di poter interloquire con il Dirigente Scolastico perchè, magari, l'unica Istituzione Scolastica di quel territorio non raggiunge i 600 alunni ed è stata accorpata ad altre Istituzioni di altri comuni.

Dal nostro punto di vista la scuola è un bene collettivo universale e come tale va salvaguardato da parte di tutti. Innanzitutto va rivista la Legge regionale sul dimensionamento ed abbassare i parametri almeno a 500 alunni. Questo permetterebbe di salvaguardare molte scuole e dare il diritto a tante famiglie di avere la presenza del Dirigente Scolastico sul proprio territorio.

Occorre ancora rivedere tutto il piano di dimensionamento e ripartire da un vero piano di razionalizzazione per evitare che vi siano Istituzioni Scolastiche e Dirigenti che vengano aggregate magari con quattro o cinque comuni.

La scuola e una comunità aggregante che necessita di tutte quelle figure istituzionali che possano interfacciarsi con le famiglie e gli alunni e  i nostri/e alunni/e hanno gli stessi diritti dei loro coetanei che vivono al nord Italia e che usufruiscono di un servizio pubblico a tempo pieno.

Quindi prima di continuare a sottodimensionare le scuole partiamo dai diritti degli studenti: tempo pieno in tutte le scuole.

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